Chi apre un negozio alimentare in un piccolo comune lombardo o in una frazione priva di questo tipo di attività può, a determinate condizioni, accedere a un contributo a fondo perduto fino all'80% della spesa ammissibile, con un massimo di 40.000 euro. È la misura "Nuova Impresa – Piccoli Comuni e Frazioni 2026" di Regione Lombardia, distinta dal bando generale Nuova Impresa e pensata specificamente per contrastare la desertificazione commerciale nei territori più piccoli.
Di cosa si tratta
Il bando sostiene l'apertura di nuove attività di commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti alimentari e generi di prima necessità, nei comuni lombardi con popolazione pari o inferiore a 3.000 abitanti e nelle frazioni di tutti i comuni della Lombardia, comprese quelle di comuni più grandi. La misura è distinta e aggiuntiva rispetto al Bando Nuova Impresa 2026 generale.
Il bando Nuova Impresa – Piccoli Comuni e Frazioni 2026 di Regione Lombardia sostiene, alle condizioni previste dalla misura, l'apertura di negozi alimentari e di generi di prima necessità in piccoli comuni lombardi e frazioni, con un contributo a fondo perduto fino all'80% della spesa ammissibile. Requisiti e dotazione residua vanno verificati sul bando ufficiale al momento della domanda.
Tempistiche e dotazione
- Apertura domande: 28 gennaio 2026, ore 10:00
- Chiusura domande: 12 novembre 2026, ore 16:00, salvo esaurimento anticipato
- Dotazione finanziaria: € 2.948.682,38
- Investimento minimo: € 3.000
La dotazione di questa misura è più contenuta rispetto al bando generale Nuova Impresa 2026 (€ 8.000.000): con una platea più ristretta di comuni ammissibili ma percentuali di contributo più alte, è opportuno non rimandare la verifica di ammissibilità se il proprio progetto rientra nei requisiti territoriali.
Chi può beneficiarne
Possono beneficiare della misura le imprese che aprono una nuova impresa (sede legale e operativa) oppure una nuova unità locale di commercio al dettaglio alimentare, attiva dal 1° giugno 2025, in un comune o frazione dove questo tipo di attività non è presente da almeno sei mesi. La definizione esatta di "sprovvisto" e i dettagli procedurali sono specificati nel testo del bando e nei suoi allegati.
Due configurazioni di contributo, non una sola
È un punto spesso frainteso: il bando prevede due configurazioni diverse, entrambe all'80% della spesa ammissibile ma con massimali differenti.
- Comune o frazione sprovvisto di attività alimentari: contributo fino all'80%, massimo € 40.000
- Comune o frazione con attività già presenti ma di codice ATECO diverso: contributo fino all'80%, massimo € 20.000
Questa distinzione ha un impatto diretto sul piano economico del progetto: sapere in anticipo in quale configurazione rientra il proprio comune permette di dimensionare correttamente l'investimento e le aspettative di contributo.
Quali negozi alimentari possono rientrarvi
La misura riguarda il commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti alimentari e generi di prima necessità: in questa definizione possono potenzialmente rientrare minimarket, piccoli market di vicinato e, se il codice ATECO specifico è ricompreso nell'Allegato A della delibera regionale, anche macellerie, panetterie o altre attività alimentari specializzate. L'elenco preciso dei codici ATECO ammessi è indicato nell'Allegato A della DGR n. XII/5433 del 1° dicembre 2025 e va consultato direttamente prima di dare per scontata l'ammissibilità della propria attività.
Non è corretto affermare che "ogni negozio alimentare" o "ogni macelleria/panetteria" sia automaticamente ammessa a questa misura. La verifica del codice ATECO sull'allegato ufficiale è un passaggio obbligato, non facoltativo.
In cosa differisce dal bando generale Nuova Impresa 2026
È utile non confondere questa misura con il Bando Nuova Impresa 2026 generale, che vale per tutta la Lombardia e per una gamma più ampia di settori con un contributo massimo di € 10.000. La misura Piccoli Comuni e Frazioni è più mirata su due fronti: si applica solo a un territorio specifico (piccoli comuni e frazioni) e solo al commercio alimentare in sede fissa, ma in cambio offre una percentuale di contributo più alta (80% contro il 50% della misura generale) e massimali superiori (fino a € 40.000 contro € 10.000).
- Territorio: solo piccoli comuni (≤3.000 abitanti) e frazioni, contro tutta la Lombardia della misura generale
- Settore: solo commercio al dettaglio alimentare e generi di prima necessità, contro una gamma più ampia di attività per la misura generale
- Percentuale: fino all'80% contro fino al 50%
- Massimale: fino a € 40.000 (o € 20.000) contro € 10.000
Non è possibile richiedere entrambe le misure per lo stesso identico investimento: la cumulabilità va sempre verificata sul regolamento in vigore al momento della domanda, non presunta.
Come si presenta la domanda
Le domande per questa misura si presentano esclusivamente tramite la piattaforma "Bandi e Servizi" di Regione Lombardia, con codice identificativo del bando RLO12025051423. La domanda richiede generalmente l'indicazione del comune o della frazione, la documentazione camerale dell'impresa, l'attestazione della data di apertura dell'attività e un preventivo o piano di spesa relativo agli investimenti da realizzare. L'elenco esatto della documentazione richiesta è specificato negli allegati del bando e può essere aggiornato dall'ente gestore.
Errori più comuni in questa misura
- Presumere che il proprio comune sia ammissibile solo perché "piccolo", senza verificare il dato di popolazione ufficiale o lo status di frazione
- Non verificare se nel comune o nella frazione sia già presente un'attività alimentare, il che sposta il progetto dalla configurazione da € 40.000 a quella da € 20.000
- Confondere la data di attivazione dell'impresa con la data di effettiva apertura al pubblico del punto vendita
- Presentare un piano di spesa generico invece di un preventivo dettagliato per voce, più difficile da valutare per l'ente gestore
Perché questa misura è rilevante per Turn-Key
Un contributo fino all'80% con massimale € 40.000 cambia sensibilmente la sostenibilità di un progetto di apertura in un piccolo comune, dove i volumi di vendita attesi sono spesso più contenuti rispetto a un contesto urbano. Proprio per questo diventa ancora più importante evitare sprechi nella configurazione degli arredi: un layout ben dimensionato su scaffalature, murali refrigerati, banchi serviti (macelleria, salumeria, panetteria se presenti) e casse permette di sfruttare al meglio un budget spesso più limitato rispetto a un punto vendita di città.
Se il progetto prevede anche reparti serviti come macelleria, salumeria o panetteria all'interno del negozio, il layout va progettato in modo integrato fin dall'inizio: percorsi cliente, refrigerazione, retrobanco e casse devono essere pensati insieme, non aggiunti in un secondo momento.
Approfondisci: Allestimento minimarket e supermercati · Arredamento macellerie.
Le informazioni riportate hanno finalità informativa e non costituiscono consulenza fiscale, legale o finanziaria. Requisiti, disponibilità delle risorse e spese ammissibili possono cambiare, essere sospesi o esauriti anticipatamente. Prima di presentare domanda è necessario verificare il testo aggiornato della misura presso l'ente gestore e confrontarsi con il proprio consulente.
Fonte ufficiale: Regione Lombardia — Bandi e Servizi
Turn-Key serve tutta la Lombardia, non solo Milano
Turn-Key ha sede a Milano con showroom a Senago (MI), ma segue progetti in tutto il territorio lombardo, comprese le aree extraurbane e i piccoli comuni interessati da questa misura: Provincia di Monza e Brianza, Varese, Como, Bergamo, Brescia e le rispettive aree rurali e collinari.