Il Bando Nuova Impresa 2026 di Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia mette a disposizione un contributo a fondo perduto fino a € 10.000 per chi apre una nuova attività in Lombardia, comprese — a determinate condizioni — panetterie, pasticcerie, gastronomie, gelaterie e minimarket. Non tutte le attività food rientrano automaticamente: l'ammissibilità dipende da codice ATECO, forma d'impresa e data di apertura.
Cos'è il bando
Il Bando Nuova Impresa 2026 sostiene l'avvio di nuove imprese e di attività di lavoro autonomo con un contributo senza obbligo di restituzione sulle spese connesse alla creazione dell'attività. È promosso da Regione Lombardia in collaborazione con Unioncamere Lombardia e gestito attraverso la piattaforma Restart di Infocamere.
Il Bando Nuova Impresa 2026 sostiene, alle condizioni previste dalla misura, chi ha aperto una nuova impresa in Lombardia tra il 1° giugno 2025 e il 31 dicembre 2026, con un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili e un massimo di € 10.000. Dotazione e requisiti vanno verificati sul bando ufficiale al momento della domanda.
Chi può richiederlo
Possono presentare domanda micro, piccole e medie imprese e liberi professionisti con partita IVA individuale che hanno aperto sede legale e operativa in Lombardia nel periodo indicato dal bando. Sono esclusi i settori agricoltura e pesca (ATECO A), attività finanziarie e assicurative (ATECO L), commercio al dettaglio di articoli per adulti (ATECO 47.78.93) e attività di gioco d'azzardo (ATECO 92).
Per i negozi alimentari, questo significa in pratica che panetterie, pasticcerie, gastronomie, gelaterie e minimarket non sono esclusi in via generale — ma ciò non equivale a un'ammissione automatica. Ogni domanda viene valutata sul codice ATECO effettivamente registrato e sul rispetto integrale dei requisiti del bando.
Quanto finanzia
- Contributo: fino al 50% della spesa ritenuta ammissibile
- Massimo: € 10.000 per beneficiario
- Dotazione 2026: € 8.000.000 complessivi per tutta la Lombardia e tutti i settori ammessi
- Finestra: domande dal 30 aprile 2026 al 29 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato dei fondi
Poiché la dotazione è unica per l'intera regione e per tutti i settori ammessi, non è possibile prevedere con certezza fino a quando resteranno fondi disponibili: è consigliabile verificare lo stato della dotazione residua direttamente sulla pagina ufficiale prima di avviare la pratica.
Investimento minimo
Il bando richiede un investimento minimo di € 3.000 in spese ammissibili. Per un negozio alimentare, anche un progetto di dimensioni contenute — un banco espositivo, un impianto di refrigerazione, un primo lotto di scaffalature — può superare facilmente questa soglia, ma resta necessario documentare le spese con preventivi o fatture coerenti con quanto richiesto dal bando.
Spese potenzialmente compatibili
Il bando finanzia spese connesse alla creazione dell'attività. Per un negozio food, le voci più rilevanti da verificare come potenzialmente ammissibili includono attrezzature, arredi, impianti di refrigerazione e opere di allestimento del punto vendita — ma la classificazione esatta di ciascuna voce va sempre confrontata con l'elenco ufficiale delle spese ammissibili pubblicato nel bando e nei suoi allegati, non data per scontata.
Non tutte le spese di un progetto arredi rientrano automaticamente nelle spese ammissibili di un bando. La classificazione va sempre verificata con il proprio consulente prima di considerarla nel piano finanziario.
Le differenze tra i settori food non sono solo di prodotto
Dal punto di vista del bando, la differenza principale tra i vari negozi alimentari non è il prodotto venduto ma la configurazione dell'investimento. Una gelateria ha in genere una quota più alta di attrezzature specifiche (mantecatori, pastorizzatori), una panetteria concentra spesa su forno e laboratorio, un minimarket su scaffalature, murali refrigerati e casse. Questo influisce su quali voci di spesa risultano più rilevanti nel preventivo, ma non cambia il meccanismo del bando: resta un contributo sulle spese ammissibili complessive dell'avvio d'impresa, non un incentivo dedicato a una singola categoria di arredo.
Cosa verificare prima di acquistare arredi e attrezzature
Un errore comune è acquistare arredi e attrezzature prima di aver chiarito requisiti e tempistiche del bando. È preferibile procedere in ordine: prima verificare l'ammissibilità della propria attività (ATECO, forma giuridica, data di apertura), poi costruire un preventivo dettagliato del progetto, infine valutare se e come inserirlo nella domanda di contributo. Un preventivo generico o una spesa già sostenuta senza fattura tracciabile può complicare la richiesta.
Errori più comuni nella richiesta
- Presentare un preventivo unico e generico invece di un preventivo suddiviso per capitoli di spesa (arredi, attrezzature, impianti, opere)
- Sostenere spese prima di aver verificato se rientrano tra quelle ammissibili dal bando in vigore
- Confondere la data di apertura della partita IVA con la data di apertura della sede operativa, quando il bando richiede entrambe entro il periodo previsto
- Dare per scontata l'ammissibilità del proprio codice ATECO senza verificarlo sul testo aggiornato del bando
- Aspettare la scadenza della finestra invece di monitorare periodicamente la dotazione residua, che può esaurirsi prima della chiusura formale
Tempistiche: quando conviene muoversi
La finestra di domanda del Bando Nuova Impresa 2026 va dal 30 aprile 2026 al 29 gennaio 2027, ma la dotazione è unica per tutta la Lombardia e può esaurirsi prima della chiusura formale. Per chi sta pianificando l'apertura di un negozio alimentare, questo significa due cose pratiche: da un lato non conviene aspettare gli ultimi mesi della finestra per presentare la domanda, dall'altro non ha senso accelerare l'apertura dell'attività solo per rientrare nella misura, se il progetto del punto vendita non è ancora definito. Meglio arrivare alla domanda con un progetto tecnico ed economico solido, anche se questo richiede qualche settimana in più di preparazione.
Documenti e fatture
La domanda richiede generalmente visura camerale aggiornata, documento d'identità del titolare o legale rappresentante, e la documentazione di spesa richiesta dalla piattaforma Restart di Infocamere (preventivi in fase di richiesta, fatture quietanzate in fase di rendicontazione). L'elenco esatto dei documenti può essere aggiornato dall'ente gestore: va sempre verificato sul bando in vigore al momento della domanda, non su articoli di anni precedenti.
Fonte ufficiale: Regione Lombardia — Bandi e Servizi
Misure nazionali complementari, non alternative
Il Bando Nuova Impresa 2026 non è l'unica misura potenzialmente rilevante per chi apre un negozio alimentare in Lombardia. Sul fronte nazionale esistono la Nuova Sabatini del MIMIT, che agevola l'acquisto in finanziamento o leasing di macchinari e beni strumentali nuovi per le PMI, e la misura ON — Oltre Nuove Imprese a tasso zero di Invitalia, riservata a imprese a prevalenza giovanile o femminile. Sono misure con meccanismi diversi dal contributo a fondo perduto regionale — la prima è un contributo sugli interessi di un finanziamento, la seconda un finanziamento agevolato — e la loro eventuale cumulabilità con il Bando Nuova Impresa va sempre verificata caso per caso con il proprio consulente, non presunta.
Per chi apre un'attività in un piccolo comune lombardo con popolazione fino a 3.000 abitanti o in una frazione priva di negozi alimentari, esiste inoltre una misura regionale dedicata con percentuali di contributo più alte rispetto alla misura generale: Nuova Impresa – Piccoli Comuni e Frazioni 2026. Merita una verifica separata se il locale individuato si trova in questo tipo di territorio.
Perché predisporre prima il progetto del punto vendita
Gli enti gestori valutano domande con spese definite, non stime generiche. Avere già un layout e una configurazione di massima di banchi, refrigerazione, laboratorio e arredi rende più semplice ottenere preventivi dettagliati per capitolo di spesa — la base su cui si costruisce una domanda solida, indipendentemente dal settore specifico (panetteria, pasticceria, gastronomia, gelateria o minimarket).
Se stai valutando una gelateria, abbiamo dedicato un approfondimento specifico alle tre principali misure applicabili: Incentivi per aprire una gelateria in Lombardia nel 2026.
Approfondisci i settori: Panetterie · Pasticcerie · Gastronomie · Minimarket e supermercati.
Le informazioni riportate hanno finalità informativa e non costituiscono consulenza fiscale, legale o finanziaria. Requisiti, disponibilità delle risorse e spese ammissibili possono cambiare, essere sospesi o esauriti anticipatamente. Prima di presentare domanda è necessario verificare il testo aggiornato della misura presso l'ente gestore e confrontarsi con il proprio consulente.
Turn-Key serve Milano, Monza e Brianza e tutta la Lombardia
Turn-Key ha sede a Milano con showroom a Senago (MI) e progetta negozi alimentari chiavi in mano — dal layout alla refrigerazione, dagli arredi all'installazione — in tutto il territorio lombardo: Milano città, hinterland milanese, Provincia di Monza e Brianza, Varese, Como, Bergamo, Brescia e aree limitrofe.